Il 28 maggio 2026 l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” ha ospitato il convegno “Ricerca scientifica e Intelligenza Artificiale: quale futuro per la protezione dei dati personali?”, promosso da UC Group e dalla Fondazione Universitaria Foro Italico e patrocinato dall’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, ASSO DPO – Associazione Data Protection Officer e Garante per la Protezione dei Dati Personali. Una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, autorità, università, professionisti della protezione dei dati e operatori della ricerca per analizzare l’evoluzione del rapporto tra innovazione tecnologica, ricerca scientifica e tutela dei diritti fondamentali.
I lavori si sono aperti con l’intervento della Dott.ssa Serena Urbano, CEO di UC Group, che ha posto al centro del dibattito il ruolo del Data Protection Officer come figura di garanzia chiamata ad accompagnare l’innovazione tecnologica in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni normative e organizzative. Una riflessione ripresa anche nelle conclusioni del convegno, dove è stata evidenziata la necessità di una governance capace di coniugare sviluppo tecnologico, responsabilità e promuovere un impiego sostenibile dei dati personali, soprattutto nei contesti complessi, qual è quello della ricerca scientifica.
Un esempio su tutti è quello dell’AI, una straordinaria opportunità per la ricerca scientifica e per l’evoluzione della società, che però richiede competenze, governance e una costante attenzione alla tutela dei diritti fondamentali. Ecco che in questo contesto il DPO è un interlocutore essenziale tra tecnologia, organizzazione e protezione dei dati.
La sessione dedicata alla ricerca scientifica ha offerto una prospettiva multidisciplinare sulle sfide emergenti. L’Ing. Ingrid Cristina Giuli Bicescu ha approfondito il rapporto tra Ufficio Ricerca e DPO nelle università italiane, evidenziando l’importanza di modelli di governance integrata del dato e di un coinvolgimento sempre più precoce della funzione privacy nei progetti di ricerca.
Il Prof. Francesco Di Russo ha analizzato le differenze tra ricerca accademica e ricerca clinica, soffermandosi sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella produzione della conoscenza e sulle diverse implicazioni che il suo utilizzo comporta nei contesti direttamente collegati alla salute delle persone.
La Prof.ssa Maria Francesca Piacentini ha invece affrontato il tema dell’Intelligenza Artificiale generativa nel mondo accademico, illustrandone le opportunità in termini di innovazione ed efficienza ma anche le criticità legate all’affidabilità delle informazioni, all’autonomia della ricerca e al confine sempre più sottile tra supporto tecnologico e sostituzione delle competenze umane.
Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione del quadro normativo. La Dott.ssa Cecilia Lugato, del Dipartimento Sanità e Ricerca dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha approfondito il tema del broad consent nella ricerca clinica e le principali indicazioni contenute nelle Linee Guida EDPB 1/2026, evidenziando come la protezione dei dati possa rappresentare un elemento abilitante per una ricerca scientifica responsabile e sostenibile.
Sul fronte delle basi giuridiche e dei criteri di scientificità della ricerca, gli interventi della Dott.ssa Nadia Arnaboldi e dell’Avv. Piergiovanni Cervato hanno offerto una lettura delle più recenti evoluzioni europee e nazionali, approfondendo il ruolo dell’interesse pubblico, i requisiti metodologici della ricerca scientifica e le prospettive applicative delle nuove Linee Guida EDPB.
Il Dott. Riccardo Giannetti ha introdotto il tema dell’Homomorphic Encryption, illustrando come le tecnologie di cifratura avanzata possano consentire l’elaborazione di dati personali senza esporne il contenuto, aprendo nuovi scenari per la ricerca scientifica e l’utilizzo sicuro delle informazioni.
La sessione pomeridiana ha guardato alle frontiere dell’innovazione. Il Prof. Marco Armoni ha illustrato le potenzialità dell’emulazione quantistica e dei dati sintetici per la simulazione avanzata di sistemi complessi, evidenziando le prospettive offerte dalle tecnologie quantum-inspired nei settori della ricerca, della sanità digitale e della cybersecurity.
La successiva tavola rotonda ha approfondito il ruolo dei dati sintetici e delle tecnologie emergenti nell’utilizzo dei dati. L’Avv. Alessandro Vasta ha introdotto opportunità e criticità dei dati sintetici alla luce dell’AI Act e della normativa nazionale; l’Avv. Lorenzo Cristofaro ha ampliato il confronto alle nuove discipline europee, come l’European Health Data Space e i Digital Twins; l’Avv. Davide Ruffo ha evidenziato il valore delle tecniche di sintetizzazione dei dati quale strumento per favorire la ricerca sanitaria nel rispetto dei principi di accountability e governance; mentre l’Avv. Silvia Misirocchi ha richiamato l’attenzione sulle sfide organizzative e di risk governance che attendono le pubbliche amministrazioni e gli enti di ricerca nell’attuazione delle nuove normative digitali.
Infine
A guidare il confronto tra i relatori è stato il Dott. Stefano Gazzella, DPO e giornalista, che ha accompagnato il dibattito favorendo il dialogo tra prospettive giuridiche, tecnologiche, accademiche e organizzative.
La giornata ha restituito una consapevolezza condivisa: l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie rappresentano una straordinaria opportunità per il progresso della ricerca scientifica, ma il loro sviluppo richiede modelli di governance solidi, competenze interdisciplinari e una costante attenzione alla protezione dei dati personali. In questo scenario, il ruolo del DPO, delle istituzioni e della comunità scientifica appare sempre più centrale per costruire un’innovazione realmente sostenibile e orientata alla tutela dei diritti fondamentali.
Di seguito la rassegna delle testate giornalistiche e dei media che hanno raccontato il convegno e i principali temi emersi durante la giornata.
Rassegna Stampa
L’interesse suscitato dal convegno e dai temi affrontati nel corso della giornata ha trovato ampio riscontro anche sui media e sulle testate specializzate che hanno dedicato approfondimenti, interviste e articoli all’iniziativa.
Di seguito una selezione delle pubblicazioni che hanno raccontato il confronto tra ricerca scientifica, intelligenza artificiale e protezione dei dati personali:
Le testate che hanno parlato del convegno:
BYTE.IT
ITALIA STAMPA
IL CORRIERE DI ROMA
MONTECARLO STYLE
La diffusione e l’attenzione ricevute da parte degli organi di informazione confermano la crescente rilevanza del dibattito sul rapporto tra innovazione tecnologica, ricerca scientifica e tutela dei dati personali, temi che continueranno a rappresentare una priorità per il mondo accademico, istituzionale e professionale.